Inserito da: s3tt0 | 17 Giugno 2009

“Shining” e Johnny

Il video prima in inglese e poi in italiano della scena più famosa del film di Kubrick Shining. Da notare come cambia completamente il senso.

In inglese

Little pigs, little pigs, let me come in…

Not by the hair on your chinny, chin – chin…

Then I’ll huff, and I’ll puff, and I’ll blow your house in!

Heeeeeere’s Johnny!

In italiano

Cappuccetto Rosso, Cappuccetto Rosso. Su, apri la porta. Su apri.

Non hai sentito il mio toc – toc –toc?

Allora vuoi che soffio, vuoi che faccio puff.Allora devo aprirla io la porta?

Sono il lupo cattivo!

In questo caso credo che il motivo sia dovuto anche al rispetto del labiale e al rendimento della scena, mettendo totalmente da parte  la fedeltà e cercando, forse, di creare una similitudine con i Tre porcellini ed il lupo cattivo che butta giù la casa. O no?

Inserito da: s3tt0 | 14 Giugno 2009

Truman Capote e la sua “vocina”

Eccoci ad un altro esempio di “strana” traduzione che abbiamo nel passaggio da una lingua ad un’altra.
Infatti mi sono imbattuto in un ennesimo esempio di pessimo doppiaggio e vorrei porlo in considerazione a chiunque fosse interessato.
Il film asesso in questione è “Truman Capote: a sangue freddo”. Questo film è stato quello che ha ha dato la fama ufficiale al bravissimo Philip Seymour Hoffman, che fino a quel momento si era limitato ad apparire in ruoli di secondo piano in film come La 25a ora,Patch Adams e Twister.
Qui siamo di fronte ad un caso di una cosiddetta “vocina” stridula che rovina il film e mina alla la
Un esempio di pessimo doppiaggio è quello che si può sentire nel famoso e bellissimo film “Truman Capote: a sangue freddo”. Il bravissimo attore Philip Seymour Hoffman viene doppiato con una “vocina” stridula che stona con il film. Nonostante tutto il film possiede una c

Eccoci di fronte ad un altro esempio di “strana” traduzione che abbiamo nel passaggio da una lingua ad un’altra.

Infatti mi sono imbattuto in un ennesimo esempio di pessimo doppiaggio e vorrei porlo in considerazione a chiunque fosse interessato.

Il film preso in questione è “Truman Capote: a sangue freddo“. Questo film è stato quello che ha dato la fama ufficiale al bravissimo Philip Seymour Hoffman, che fino a quel momento si era limitato ad apparire in ruoli di secondo piano in film come La 25a ora,Patch Adams e Twister.

Qui siamo di fronte ad un caso di una cosiddetta “vocina” stridula che rovina il film e mina alla base l’apprezzamento di quest’ultimo. Per farvi meglio intendere pubblico il link al video del trailer del film in italiano.

Truma

Inserito da: s3tt0 | 14 Giugno 2009

David Lynch contro il doppiaggio

davidlynch_162102b“I lungometraggi dovrebbero essere proiettati all’estero solo in lingua originale e con i sottotitoli. Il doppiaggio è quasi un peccato. I doppiatori con le loro voci esagerate distruggono l’atmosfera originale dei film e il carattere degli attori. Tutti i rumori rimangono in secondo piano”.

Così ha dichiarato il regista David Lynch in visita a Mosca, dove ha inaugurato la sua esposizione The Ai

r is on Fire. Voi cosa ne pensate?

Inserito da: s3tt0 | 12 Giugno 2009

Il Padrino vs doppiaggio

ilpadrino2Nonostante la qualità del video non sia delle migliori, si tratta di una scena tratta dal film del Padrino (credo il 2) in cui gli attori parlano in italiano! De Niro parla italiano! E gli hanno messo i sottotitoli.

Nella versione in italiano, invece, la conversazione è sfalsata e la doppia lingua si perde.

Un esempio in cui sono stati utilizzati i sottotitoli persino in america per dare rilevanza alla doppia lingua italiana, mentre in italia è stato usato un doppiaggio che ha eliminato tale differenziazione.

Inserito da: s3tt0 | 11 Giugno 2009

Errore nella traduzione di “The Millionaire”

Forse la cosa è già uscita da tempo, ma io onestamente non me ne sono mai accorto, quindi è opportuno segnalarlo. Saranno pieni di gioia sicuramente i fautori di un cinema universalmente in lingua originale, visto il grave errore commesso dall’adattatore dei dialoghi del bel film di Danny Boyle the Millionaire.

Veniamo al fattaccio, nella sequenza dell’assalto di un gruppo di uominI armati di bastoni e molotov, al lavatoio dove i trovano i due fratelli protagonisti e la madre, una voce  fuori campo grida Aiuto sono musulmani scappiamo!.
Ma nella versione originale sotottitolata in inglese la frase suona invece Sono musulmani, prendeteli!, una bella differenza non c’è che dire, significato praticamente opposto alla traduzione italiana.
insomma alla fine, scuse formali a parte, fortunatamente la Lucky Red, ha comunicato che provvederà ad ovviare al disguido almeno nella versione che uscirà in dvd.

Veniamo al fattaccio, nella sequenza dell’assalto di un gruppo di uomini armati di bastoni e molotov, al lavatoio dove i trovano i due fratelli protagonisti e la madre, una voce  fuori campo grida Aiuto sono musulmani scappiamo!.

Ma nella versione originale sotottitolata in inglese la frase suona invece Sono musulmani, prendeteli!, una bella differenza non c’è che dire, significato praticamente opposto alla traduzione italiana.

Alla fine, scuse formali a parte, fortunatamente la Lucky Red, ha comunicato che ha provveduto ad ovviare al disguido nella versione uscita in dvd.

Inserito da: s3tt0 | 9 Giugno 2009

“Voce” al doppiatore…

Ecco la risposta di un doppiatore ai sostenitori accaniti dei sottotitoli, tratto da una serie di interventi nel gruppo “anti-doppiaggio” su Facebook.

Sostiene infatti che: “…esiste il doppiaggio fatto bene e quello fatto male, così come ci sono buone traduzioni e cattive traduzioni. Il problema non è doppiaggio si o doppiaggio no, ma solo se l’operazione culturale sia fedele o meno all’intento del regista e degli interpreti. E non è vero che il doppiaggio snaturi il prodotto…

…potrei ricordare l’importanza culturale del doppiaggio in quelle situazioni (e sono tante!) dove la gente non avrebbe la possibilità di accostarsi a quelle opere che, senza il doppiaggio, non sarebbero fruibili (non tutti parlano 20 lingue), sottolineare l’importanza del doppiaggio nei film brillanti, dove senza l’interpretazione e i tempi comici, un film non ci scucirebbe l’ombra di un sorriso (lette, le battute non fanno ridere), o quanto si potrebbe perdere della ricchezza di un dialogo, se, non conoscendo la lingua, fossimo costretti ad accontentarci del riassuntino dei sottotitoli…”

Credo che il punto di vista qui esposto sia in grado di riassumere in breve i lati positivi, e non per forza economici, del doppiaggio  che ci portano a preferire un film doppiato piuttosto che con dei cosiddetti “riassuntini” in basso…

Adesso lascio la parola a chiunque voglia esprimere il proprio parere…

Inserito da: s3tt0 | 5 Giugno 2009

Battuta su Berlusconi censurata: una notte al museo 2

Come anticipato nella recensione di Una Notte al Museo 2, il doppiaggio del film fa discutere per una battuta decisamente allusiva nei confronti del premier, Silvio Berlusconi.
A prescindere da qualsiasi giudizio politico, la prima cosa che viene spontaneo chiedersi è come abbia fatto l’adattamento italiano a inserire una battuta del genere, ma soprattutto come sarebbe stata la versione originale del film. In questo video si svela l’arcano, ma si scopre un’altro piccolo mistero.
Ve lo lascio scoprire con video, ma vi chiedo il vostro parere su questa scena (ormai diventata uno s-cult) nei commenti.
Osvaldo De Santis, presidente della 20th Century Fox Italia, spiega che: “La nuova battuta ci sembra più carina. Prima era c’è pure chi lo ama, ma quel Tout le monde le dona un aroma francese”.

Come anticipato nella recensione di Una Notte al Museo 2, il doppiaggio del film fa discutere per una battuta decisamente allusiva nei confronti del premier, Silvio Berlusconi.

A prescindere da qualsiasi giudizio politico, la prima cosa che viene spontaneo chiedersi è come abbia fatto l’adattamento italiano a inserire una battuta del genere, ma soprattutto come sarebbe stata la versione originale del film. In questo video si svela l’arcano, ma si scopre un’altro piccolo mistero.

Ve lo lascio scoprire con video, ma vi chiedo il vostro parere su questa scena (ormai diventata uno s-cult) nei commenti.

Osvaldo De Santis, presidente della 20th Century Fox Italia, spiega che: “La nuova battuta ci sembra più carina. Prima era c’è pure chi lo ama, ma quel Tout le monde le dona un aroma francese”.

Inserito da: s3tt0 | 4 Giugno 2009

La traduzione filmica…su FB!

facebook_logoEcco creato il gruppo su facebook che tratta l’argomento della traduzione filmica: http://www.facebook.com/group.php?gid=95757695212&ref=ts

A molti, ma non a tutti, sarà capitato di vedere almeno una volta un film in lingua originale, anche sottotitolato.
Avrete notato la differenza linguistica e anche semantica: ecco, questo è ciò che si proverà ad analizzare in questo gruppo, sia per quanto riguarda i sottotitoli che per il doppiaggio.
Buona visione a tutti :)

Inserito da: s3tt0 | 1 Giugno 2009

Perché sì?

Un film è fatto di molte cose, e di queste il detto verbale è una percentuale relativa. C’è la recitazione: con i gesti con le espressioni del viso, ci sono i costumi, c’è l’ambientazione c’è la fotografia c’è la colonna sonora c’è il montaggio, e insomma c’è un mondo – un mondo che replica e simula e riproduce la polisemia linguistica a cui siamo abituati nella nostra realtà quotidiana, e che ci viene riproposta in forme che dalla semplicità più triviale approdano alla complessità più iperuranica. Il bello del cinema però è che un film può essere sofisticato quanto vuoi ma la sua prima consumazione non è mai intellettuale è sempre animale. E’ un entrare dentro un’altra vita per un paio d’ore e vedere delle cose – cioè capite nonguardare; ci illudiamo di guardare un film noi lo vediamo e basta perché ci mettiamo dentro – è sentire è entrare in una risonanza. Christian Metz osservava che diversamente da tutte le altre forme di arte il cinema ha una cosa che non simula: cioè il movimento. Il movimento proiettato capite è sempre movimento non è sua riproduzione e questo implica qualcosa di magico. E questo magico va rispettato, non va scomposto.
L’immediatezza della comprensione linguistica è secondo me organica a questa unità magica. Se togli l’immediatezza spezzi il piacere filmico, rompi la magia.

A meno che tu non sia bilingue, o conosca nel dettaglio la lingua parlata in questione se non capisci bene la tua recezione dell’opera ha una distorsione. Nella migliore delle ipotesi – la distorsione cade sulla parola, perché tu decidi di ignorarla e concentrarti sul resto – capisci metà e indubbiamente la sceneggiatura ne esce distorta molto più che se il film venisse tradotto. In altre ipotesi cominci a astrologarti le meningi a capire quel che si dice e funzionalizzi inconsciamente la visione alla comprensione testuale. Il tuo cervello cioè fa una selezione delle informazioni e le orienta in un certo modo. Il testo gestuale e contestuale non è più utilizzato a fine estetico, ma da traduttore. E’ come prendere una poesia, e siccome non se ne capisce il senso, spostare l’ordine delle parole nei versi. L’arte ne viene stravolta. Questa operazione diventa massiva quando ci sono i sottotitoli: a quel punto passi il tempo a leggere e non vedi più niente.

Inserito da: s3tt0 | 1 Giugno 2009

IL doppiaggio rovina l’ultimo film di Spike Lee.

Da panorama.it

Ecco così, nella mania tutta italiana di rendere tutto il cinema nella nostra lingua, che un film già discusso come Miracolo a Sant’Anna giunge al pubblico delle nostre sale completamente “distrutto”, perdendo gran parte del suo significato. Nato anche come incontro-scontro di culture durante la Seconda Guerra Mondiale – statunitense, italiana e tedesca -, vede gli interpreti americani doppiati, e quelli italiani mantenere la loro lingua. Solo i nazisti non parlano italiano. In scene alquanto surreali e disorientanti, ecco i soldati neri della 92^ Divisione “Buffalo Soldiers” dell’esercito Usa, bloccati vicino al fiume Serchio, parlare un fluente italiano, nel 1944. Si trovano di fronte gli abitanti di un piccolo paesino toscano che… ovviamente parlano anche loro italiano, con accento toscano. Eppure, non si comprende come mai, i due gruppi fanno fatica a capirsi, come se avessero idiomi diversi. Probabilmente perché, nella versione originale del film, la differenza linguistica tra alleati e popolazione italiana è proprio un elemento essenziale, che sottolinea le diversità ma che non impedisce il formarsi di solidarietà umana e speranza?
Nella trama di Spike Lee l’unico tra i quattro commilitoni a sapere l’italiano è il soldato di origini portoricane, Hector (Laz Alonso), che spesso fa da traduttore alle due comunità, insieme a Renata (Valentina Cervi), la sola toscana a masticare un po’ di inglese.

Della tragica deformazione della pellicola si è accorto anche il regista Lee, che ha più volte invitato a “vedere il film in lingua originale” in quanto “con il doppiaggio si perde l’incontro di lingue e culture diverse tra soldati neri e italiani”. Aggiungendo: “Un esempio è la ricerca di un linguaggio gestuale tra il piccolo protagonista italiano, Angelo, e il soldato nero Train: col doppiaggio si butta tutto dalla finestra”. Infatti.
Nella versione originale, inoltre, colpisce che il soldato tedesco “buono” (Jan Pohl) catturato dai partigiani conosce un po’ di italiano, che utilizza per salvare proprio Angelo, il bambino di Sant’Anna di Stazzema. Lui, nazista, a differenza degli alleati salvatori riesce a comunicare con il piccolo. E anche questa delicata minuzia ovviamente si perde.miraclefinalonesheet-(3)

Gli spettatori non possono che protestare. In Rete si legge, sul forum di Mymovie: “un film orribile: sono i soldati americani che hanno imparato perfettamente l’italiano oppure sono i montanari che parlano fluentemente l’inglese?” o “come fanno dei montanari toscani a farsi capire subito da degli americani? Hanno seguito un corso d’inglese per corrispondenza?”. Similmente sul forum di Dvdessential: “Com’è stata resa la differenza linguistica?”, si chiede un utente; e la risposta è: “Non è stata resa. Tutti, magicamente, parlano la stessa lingua… partigiani, bambini, donne, giovani e vecchie… e il film è ambientato nel 44!”.
Prima ancora dell’uscita di Miracolo a Sant’Anna era avveduta la previsione di un forumista di FutureGamer.it: “Chissà che abominio faranno col doppiaggio, io non sono certo un fanatico dell’originale, ma un film così dovrebbe proprio passare con i sottotitoli”.
La proiezione dedicata alla stampa a Milano è stata in lingua originale, con i sottotitoli per la parte recitata in inglese. Perché non regalare anche al pubblico in sala questa fortuna? Si ha così poca stima della platea italiana?

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